LITFIBA @ SHERWOOD - PADOVA - 30/06/2026


Sono un fan dei Litfiba degli anni '80, i singoli, i tre album, il live "Aprite i vostri occhi" e stop. 
Non mi interessa la svolta successiva all'abbandono di Maroccolo, il duo Pelù / Renzulli avrà anche fatto cose positive (poche, a dir la verità) ma non li ho mai seguiti, tranne i pezzi che sentivo in radio da bambino / ragazzino. Sono proprio due band distinte, una dentro agli umori degli anni '80 nel contesto della new wave fiorentina, l'altra molto più basic e meno avventurosa.
L'occasione della riproposizione di "17 Re" al Festival di Radio Sherwood (che frequento dai primi anni zero) era, insomma, roba ghiotta.
Mi è piaciuta la tenuta musicale del live, come sono stati suonati i pezzi (magnificamente), mi è piaciuto il Pelù frontman. Non mi è piaciuto molto il Pelù commentatore sociale, un comizio da cinque minuti al termine di ogni pezzo, che moltiplicato per i 17 pezzi da come totale un'ora di parole!
Ne ha per tutti: chiesa, governo, lega, fascismo, immigrazione, americani, sesso. 
Nel delirio viene fuori che "La Preda", fatta ai bis, pezzo storico wave, in realtà parla di figa!
Un Pelù devastante, in senso negativo, che ha rischiato di far tracimare il concerto: ma non c'è riuscito ed è stato comunque un gran live. Wave pisichedelica, come possiamo definirlo 17 Re? Non è asciutto come "Desaparecido" e non è rock come "3", sta in mezzo ai due: è uno dei più grandi album della nuova onda italiana degli anni '80.
Non avevo fatto i conti che però il nome Litfiba attirasse anche il pubblico degli anni '90, "El Diablo" e compagnia. Rocker di provincia con la bandana, fauna del genere. Insomma, ieri a Sherwood c'eravamo sia noi fan del primo periodo, quelli dei Litfiba commerciali e anche una buona dose di curiosi: totale 7/8000 persone, numeri da spavento.