UNA CINNAMON AL CAPANNONE SOCIALE

Nel biennio 2005/2006 andavo spesso al Capannone Sociale di Vicenza, una specie di centro sociale legalizzato in zona Fiera. A qualche centinaio di metri c'era anche il Sabotage, un locale rock'n'roll con una programmazione live di tutto rispetto. Al Sabotage ricordo di aver visto roba tipo Stp, Peawees e, nel settembre 2009, i Vibrators: mentre stavano suonando "Baby Baby" scoppiò una rissa da paura con più di qualche skinhead che uscì dalle prime file con il viso frantumato. I Vibrators non fecero una piega e continuarono tranquilli il loro set. 

Al Capannone Sociale si respirava un'atmosfera alternativa, senza sovrastrutture stilistiche. Era propriamente un grigio capannone santuario del Nordest, riconvertito ad uso sociale e non più produttivo: che bellezza. In inverno facevano il vin brulè all'esterno e dentro ci ho visto Impossibili, Derozer (con Peter Pan Speedrock in apertura), Tre Allegri Ragazzi Morti con i Melt e uno dei primi concerti, se non il primo in Veneto, degli Offlaga Disco Pax, sabato 4 febbraio 2006.

C'era un certo passaparola attorno alla band reggiana, a scuola l'anno prima un ragazzo di Thiene me li aveva fatti ascoltare dal suo lettore cd portatile. Io ero già un fan dei CCCP, scoperti qualche anno prima sempre dal lettore cd dell'amico di un amico durante una manifestazione ("Ti piacciono i Sex Pistols? E allora ascoltati i CCCP!") e gli Offlaga mi sembravano una loro versione moderna: stessa città, stessi riferimenti "ideologici" ma senza esserne una copia.

Ricordo molto bene quel concerto, la recitazione di Collini, basi elettroniche con code shoegaze. Capannone pieno, si, ma senza quell'odioso hype che si sarebbe sviluppato qualche anno dopo: non esisteva prevendita, si saliva in macchina, si arrivava ad un orario ragionevole e si prendeva il biglietto. Non si scattavano foto al concerto, le uniche foto le scattò proprio Max Collini dal palco e magari da qualche parte ci sono anch'io dentro a quella foto. Presi una sorta di fanzine autoprodotta da loro (ce l'ho ancora) e raccolsi la Cinnamon che lanciarono durante il pezzo omonimo. Una gran serata. Poi li rividi l'anno dopo allo Sherwood e al New Age nel 2012. Non sono andato alla reunion dell'anno scorso, ho avuto la fortuna di godermeli al Capannone Sociale nel contesto che vi ho appena descritto, perchè andare ad intaccare il ricordo?

LITFIBA @ SHERWOOD - PADOVA - 30/06/2026


Sono un fan dei Litfiba degli anni '80, i singoli, i tre album, il live "Aprite i vostri occhi" e stop. 
Non mi interessa la svolta successiva all'abbandono di Maroccolo, il duo Pelù / Renzulli avrà anche fatto cose positive (poche, a dir la verità) ma non li ho mai seguiti, tranne i pezzi che sentivo in radio da bambino / ragazzino. Sono proprio due band distinte, una dentro agli umori degli anni '80 nel contesto della new wave fiorentina, l'altra molto più basic e meno avventurosa.
L'occasione della riproposizione di "17 Re" al Festival di Radio Sherwood (che frequento dai primi anni zero) era, insomma, roba ghiotta.
Mi è piaciuta la tenuta musicale del live, come sono stati suonati i pezzi (magnificamente), mi è piaciuto il Pelù frontman. Non mi è piaciuto molto il Pelù commentatore sociale, un comizio da cinque minuti al termine di ogni pezzo, che moltiplicato per i 17 pezzi da come totale un'ora di parole!
Ne ha per tutti: chiesa, governo, lega, fascismo, immigrazione, americani, sesso. 
Nel delirio viene fuori che "La Preda", fatta ai bis, pezzo storico wave, in realtà parla di figa!
Un Pelù devastante, in senso negativo, che ha rischiato di far tracimare il concerto: ma non c'è riuscito ed è stato comunque un gran live. Wave pisichedelica, come possiamo definirlo 17 Re? Non è asciutto come "Desaparecido" e non è rock come "3", sta in mezzo ai due: è uno dei più grandi album della nuova onda italiana degli anni '80.
Non avevo fatto i conti che però il nome Litfiba attirasse anche il pubblico degli anni '90, "El Diablo" e compagnia. Rocker di provincia con la bandana, fauna del genere. Insomma, ieri a Sherwood c'eravamo sia noi fan del primo periodo, quelli dei Litfiba commerciali e anche una buona dose di curiosi: totale 7/8000 persone, numeri da spavento.